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ROMA (ITALPRESS) – In Italia le malattie del sistema circolatorio, tra cui l’ictus, rappresentano ancora la principale causa di morte. Nel 2023 sono state responsabili del 31% dei decessi, confermandosi la prima causa di morte tra le donne (33%) e la seconda tra gli uomini (28%). Un segnale positivo arriva dall’andamento della mortalità, scesa a 24,7 decessi ogni 10.000 abitanti, il valore più basso dell’ultimo decennio.
“La prevenzione dell’ictus richiede un impegno condiviso tra cittadini, professionisti sanitari e istituzioni”, sottolineano Luigi Palmieri e Chiara Donfrancesco, responsabili del Progetto Cuore dell’Istituto Superiore di Sanità, che mette a disposizione dati utili a orientare le strategie di prevenzione e a promuovere interventi mirati a tutela della salute. “Conoscere e monitorare i propri valori di pressione arteriosa, glicemia e colesterolo permette di individuare precocemente le condizioni di rischio e di intervenire prima che si manifestino eventi cardiovascolari”.
I dati preliminari dell’Italian Health Examination Survey 2023-2025, nell’ambito del Progetto Cuore, evidenziano quanto sia importante monitorare la pressione arteriosa. Nella popolazione tra i 35 e i 74 anni, i valori medi di pressione sistolica sono pari a 134 mmHg negli uomini e 125 mmHg nelle donne.
Considerando le persone con pressione arteriosa elevata o in trattamento farmacologico specifico, la quota raggiunge il 47% tra gli uomini e il 34% tra le donne. Il controllo della pressione resta una criticità: tra le persone in trattamento, solo il 22% degli uomini e il 34% delle donne presenta valori inferiori a 140/90 mmHg.
Particolarmente rilevante è la quota di persone che non sa di avere valori elevati. Nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni, tra le persone con pressione arteriosa elevata, non è consapevole della propria condizione il 72% degli uomini e il 53% delle donne. L’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio per l’ictus e può essere presente anche in assenza di sintomi evidenti. Misurare regolarmente la pressione arteriosa e seguire le indicazioni del medico sono quindi azioni fondamentali per riconoscere e controllare tempestivamente il rischio.
Anche l’alimentazione svolge un ruolo importante nella prevenzione cardiovascolare. I dati del Progetto Cuore indicano un consumo medio giornaliero di sale pari a 9,3 grammi negli uomini e 7,1 grammi nelle donne, valori superiori alla raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che suggerisce un consumo inferiore a 5 grammi al giorno. Solo l’11% degli uomini e il 24% delle donne rispetta questa indicazione.
Ridurre il consumo di sale, prestando attenzione anche a quello presente negli alimenti confezionati e nei prodotti trasformati, è una misura concreta per contribuire al controllo della pressione arteriosa e ridurre il rischio cardiovascolare. La prevenzione passa anche da altri comportamenti quotidiani: non fumare, seguire un’alimentazione equilibrata, svolgere regolarmente attività fisica, mantenere un peso adeguato e controllare i livelli di glicemia e colesterolo.
Intervenire sui fattori di rischio contribuisce a ridurre la probabilità di eventi cardiovascolari, compreso l’ictus. Accanto alla prevenzione, è fondamentale riconoscere tempestivamente i segnali di un possibile ictus. Si tratta di un’emergenza medica nella quale la rapidità dell’intervento può influenzare in modo determinante le conseguenze dell’evento.
I sintomi possono comparire improvvisamente e comprendono: “Asimmetria del volto, per esempio con un angolo della bocca che tende a cadere; Debolezza o perdita di forza a un braccio o a una gamba, soprattutto se interessa un solo lato del corpo; Difficoltà a parlare o a comprendere le parole; Improvvisi disturbi della vista; Perdita di equilibrio o difficoltà di coordinazione; Mal di testa improvviso e molto intenso, senza una causa apparente”.
In presenza di uno o più di questi segnali – raccomandano gli esperti – è necessario chiamare immediatamente il 112 o il 118, senza aspettare che i sintomi scompaiano. Anche quando i disturbi si risolvono in breve tempo, è indispensabile una valutazione medica urgente.
La riduzione del rischio cardiovascolare richiede sia comportamenti individuali consapevoli sia interventi strutturati di sanità pubblica. In questo contesto si inserisce Jacardi – Joint Action on Cardiovascular Diseases and Diabetes, iniziativa europea coordinata in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità attraverso il Dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento. Il progetto promuove azioni coordinate per migliorare la prevenzione delle malattie cardiovascolari e del diabete, rafforzare l’alfabetizzazione sanitaria, favorire l’identificazione precoce delle persone a rischio e migliorare l’integrazione dei percorsi di prevenzione e cura.
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(ITALPRESS).

